Tentata sfiducia al segretario Alessandro Buffardi che si sfoga in una lunga intervista a Cronache di Caserta. Nel Partito Democratico di Castel Volturno regna la frammentazione: quattro schieramenti contrapposti e un consenso elettorale ridotto al minimo.
CASTEL VOLTURNO – La tentata sfiducia al segretario cittadino Alessandro Buffardi rappresenta molto più di un semplice passaggio interno di vita di partito. È l’ennesima dimostrazione di una crisi politica profonda e strutturale del Partito Democratico di Castel Volturno, sempre più frammentato e incapace di trovare una linea comune.Un partito che, alle ultime elezioni regionali – non amministrative – ha raccolto appena il 6% dei consensi, ma che al suo interno continua a vivere una conflittualità permanente, con almeno quattro schieramenti distinti che si muovono in direzioni opposte.🔴 Quattro anime, un solo risultato: l’irrilevanza politicaAll’interno del PD di Castel Volturno convivono oggi quattro correnti, spesso in aperta contrapposizione tra loro:Lo schieramento che fa capo al segretario Alessandro Buffardi, formalmente alla guida del circolo cittadino, finito nel mirino di un tentativo di sfiducia che avrebbe dovuto ridisegnare gli equilibri interni e che invece si è rivelato un vero e proprio fallimento politico.Il fronte riconducibile ad Anastasia Petrella, ex candidata a sindaco, insieme all’ex consigliera Rosa Raimondo. Un gruppo che continua a esercitare una forte pressione politica sul circolo cittadino, nonostante la stessa Petrella non risulti iscritta al Partito Democratico, elemento che alimenta ulteriori tensioni e polemiche interne.Il nuovo schieramento formato da Scialla e Tonziello, quest’ultima candidata alle ultime elezioni regionali, che si propone come area alternativa ma che, di fatto, contribuisce ad accrescere la frammentazione del partito.Il caso Antonio Portaro, unico consigliere comunale del PD ancora in carica a Castel Volturno, espulso dal Partito Democratico provinciale, ma tuttora presente in Consiglio comunale. Una contraddizione che sintetizza in modo emblematico il caos organizzativo del partito.🧨 La sfiducia che certifica il fallimentoIl tentativo di sfiducia al segretario Buffardi non ha prodotto alcun rinnovamento. Al contrario, ha certificato l’incapacità del Partito Democratico locale di trovare una sintesi politica, lasciando sul campo divisioni ancora più profonde.Un’operazione che avrebbe dovuto segnare una svolta e che invece ha rafforzato l’immagine di un partito ripiegato su se stesso, prigioniero di regolamenti di conti interni.📉 Il dato politico che pesaIl punto centrale resta uno: un partito che si ferma al 6% alle elezioni regionali, ma che continua a dividersi come se fosse una forza centrale nello scenario politico locale.Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più il PD di Castel Volturno si frammenta, più si indebolisce, pagando un prezzo altissimo in termini di consenso e credibilità elettorale.❓ Un partito che si consuma da soloChi decide davvero nel PD di Castel Volturno?Il segretario? Gli ex candidati? Le correnti non iscritte? I dirigenti espulsi?Domande che restano senza risposta, mentre il partito continua a consumarsi dall’interno, in un processo di autodistruzione che sembra inarrestabile e che rischia di ridurlo sempre più ai margini del dibattito politico.👉 Articolo in aggiornamento. Seguiranno ulteriori approfondimenti e nuovi dettagli.